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mercoledì 23 maggio 2012
La Kris ., del duo Kris &Kris di radio 105 “ non sta più nella pelle” !…
Un grande amore per gli animali, “ mi ha portato ad informarmi ed a cercare di tante cose la verità dei fatti” è con queste parole, e con un enorme sorriso negli occhi che Kris Reichert, parla delle sue iniziative benefiche proprio a favore di vite e vittime indifese.
“ Le barbarie che ancora sono in atto quotidianamente su questi esseri senza colpe mi devasta, ho cercato la verità di tanti riti propri del business - come gli allevamenti appositi e,o le procedure per ottenere pelli, ecc – ne sono rimasta scioccata e da lì ho reagito con forza impegnandomi nella diffusione di queste verità, e nel ricercare di promuoverle per far si che tutti possano dire di esserne a conoscenza ”.
Detto, fatto, attivista per la LAV Italia, e PETA International, Kris, mercoledì 30 maggio 2012 dalle ore 16,00 alle ore 24,00 presso lo spazio Brandstorming – Nastro Say Yes (zona Navigli) di Milano, darà vita ad un’iniziativa a dir poco ammirevole: un mercatino di tutti i suoi abiti ed accessori in pelle il cui ricavato sarà interamente devoluto all’Associazione canili Milano Onlus ( www.canilimilano.it/joomla/ ).
“ Lo faccio con il cuore, dopo aver patito per aver saputo come vengono ottenute e lavorate ” , e si vede da come ne parla, senza bisogno d’aggiungere tanto altro.
“ L’idea di fondo è quella di favorire il riciclaggio degli abiti, senza generare cosi altro consumismo, spesso inconsapevole, e altrettante vittime”, precisa Kris, continuando: “ quando indossavo o acquistavo questi capi pensavo che fossero ottenuti con le pelli di animali già destinati al macello per alimenti e o altro, invece no, da quanto l’ho saputo non sono più stata nella pelle, nel vero senso della parola…”.
In occasione del mercatino, la Kris e la sua troupe girerà poi la quarta puntata della sua nuova serie “ Save the animals” – video atti alla sensibilizzazione del pubblico sul maltrattamento degli animali; ogni clip tratta un argomento a tema: dal business delle pellicce, al combattimento tra cani, passando per i maltrattamenti vari e le sperimentazioni.
Il mercatino sarà accompagnato dalla mostra dell’artista Manuela Martino, che esponendo le sue opere a tema “ Crimini di moda”, offrirà la sua personale chiave di lettura all’argomento, e dal Djset del Dj internazionale Yan Agusto.
“ Aiutate gli animali ancora in vita” è l’appello della Kris, che fa sapere indosserà abiti di Stella McCartney, stilista vegan che non utilizza nessun materiale realizzato per mezzo dello sfruttamento degli animali “ comprare un capo in pelle riciclato significa non generare nuove vittime, salviamogli la pelle tutti insieme, vi aspetto numerosi !!!”
Deborah Brulard
martedì 13 marzo 2012
“Bella?...SI, ma non solo!!!… Kris Reichert”

“Si appoggia alla parete, si controlla il tacco, ed avanza sinuosa in abito da sera nero, la seta fluttua come il suo progredire, si porta le mani al collo ed il collier diventa protagonista” è lo spot della Breil, siamo nel l’anno 2009, la clip spopola, colonna sonora “ Stronger ” di The Jains.
Voce, chitarra e composizione di Kris Reichert.
Kris, è nota al pubblico italiano per essere la Kris di “Kris and Kris”, duo di Vj americane (anche se a dirla tutta K.Reichert è canadese) che da MTV a Radio 105, passando per diverse trasmissioni Rai hanno presentato, ironizzato, ed apprezzato nell’ultimo decennio la musica italiana ed internazionale.

Spigliata, solare, molto simpatica ed assolutamente determinata, si vede che ha carattere la ragazza, Kris, per quelli che ancora non lo sanno, o non se lo aspettano, non è solo presentatrice, speaker e patinata presenza vip, ma anche cantautrice.
Voce calda e chitarra graffiante, Kris è, da oltre dieci anni, l’animo del duo The Jains, (www.thejains.com) con lei alla batteria Anna Dipierno. Tre cd prodotti, un successo degno di nota all’estero, e performance live importanti; necessità comune di portare in auge un genere rock, ruvido e caldo allo stesso tempo, come non ce ne sono, a tutt’oggi, molti in Italia.

“ Ho la musica dentro… mio padre e’ un cantautore folk e da piccola mi suonava seduto in fondo al letto per farmi addormentare. Seguendo il suo esempio, suono e compongo da tanti anni ” racconta sorridente Kris, l’accento “americanizzato” la rende voce inconfondibile che ci tiene compagnia nel weekend dalle frequenze di Radio 105 con Kris Grove alla conduzione del programma Kris&Love , tanto che non conoscerla diventa impossibile.

“ Mi piace il palco, ed amo il rock, mi dà grinta, mi dà carica; lavorare con la musica è una grande fortuna, le contaminazioni sono tante e forti”. “ Ho fatto grandi cose con i The Jains, ho raccolto esperienze che mi hanno scaldato il cuore e mi hanno dato la carica per andare sempre più avanti… e dopo un periodo con qualche ombra in più, quello dell’estate scorsa, le esigenze sono cambiate ed ha visto la luce il mio nuovo progetto musicale”.

Le brillano gli occhi, ci trasmette l’entusiasmo, torna, ritorna, l’energia di Kris, nel suo nuovo gruppo; e ce lo racconta. “Chaos in Texas”, è questo il nome del gruppo, “ è composto da Alex Harris alla batteria, Anna Antonelli al basso, Paolo Bescapè alla chitarra e da me alla chitarra e voce”.
“ Le chitarre elettriche lasciano spazio a quelle acustiche per sonorità più soft, meno graffianti e sicuramente molto più ricche d’allure”.
Ascoltarla e vederla lavorare è solo la conferma della sua determinazione, inutile chiedersi come sia riuscita ad essere per cosi tanti anni “frontman”; non si scompone alla critica, si espone decisa ma mai con invadenza, ascolta l’opinione che le arriva dall’esterno ma con grinta impone la sua idea ed i suoi gusti.

“ Vedo la musica come un aggregante, un elemento di unione e non di rottura, vorrei che questo pensiero fosse condiviso dai più…la cultura musicale rende ricchi, e tante volte anche liberi”.
Il nuovo cd, che conterrà otto brani sui generis, sarà pronto a breve, nel frattempo Kris è sempre in tour con The Jains, e on air su Radio 105…ogni tanto ha anche la regia di prestigiose consolle dei locali milanesi… perché essere belle non è, e non può essere riduttivo… lei ne è la prova.
Deborah Brulard
Ph: Alessandro Vaudagna ( www.alexv.it) ;
Make Up: Pika Make up per Zaeffiro Magazine;
Styling: Serena Belfrond
Location: si ringrazia Rock’n’roll_ Milano ( www.rocknrollclub.it)
Si ringrazia Marco Bacini _ Mb Management ( www.marcobacini.com )
Kris Reichert indossa & ringrazia:
- Rude is cool ( www.rudeiscool.com );
- Massimo Sabbadin – Bad Spirit – (www.badspiritenterprise.com);
- Shoes: MD_ Massimo Dogliani – ( www.massimodogliani.com );
- Guess ( www.guess.com)
mercoledì 15 febbraio 2012
“ VOGLIO SCRIVERE RIVOLTO AL CIELO” - FRANCESCO-C

Di ritorno da un silenzio artistico che di sicuro non è passato inosservato, Francesco-C, con un pezzo che lui ama fortemente definire “di rottura” riabbraccia, solo pubblicamente, la musica.
«Avevo bisogno di dare ampiezza al mio essere »… è cosi che inizia il suo racconto, ci rapisce a poco a poco, tanto da farci arrivare a respirare questa nuova versione di Francesco-C.
Rock star indiscussa degli anni ’90, che con le sue composizioni ha tenuto alto il nome del vero rock made in Italy partendo proprio da Aosta, tra i suoi cd, gli omaggi dei fan, foto, aneddoti ed articoli patinati come veri reportage dall’epoca in cui la musica cavalcava i palchi e si scalavano le classifiche con i passaggi radiofonici, registriamo questo naturale cambiamento.
«Siamo ingabbiati in un meccanismo sociale del “tutto e subito”, “dell’usa e getta”, del superfluo che paradossalmente se non hai, non sei nessuno… volevo per me, per la mia musica, per la mia famiglia, molto di più; e quindi ho iniziato a fare l’unica cosa che mi faceva sentire vivo, ho cominciato a liberarmi di tutto quello che capivo poteva non servirmi. Ho ritrovato cosi il senso di vitalità, di pienezza, e di completezza». « Voglio scrivere guardando al cielo, parlando dell’Amore che mi lega al mondo, a Dio, a tutto quello che di semplice e di necessario serve per vivere una vita di qualità».

« Il cielo oggi » è il titolo del nuovo singolo, in vendita su iTunes, prodotto da Federico Malandrino, in abbinato ad un videoclip la cui regia è stata affidata ad altro nome noto al pubblico valdostano,e non solo, Alessandro Stevanon.
Ricercata anche la formula di promozione, non è infatti un singolo estratto da un cd, ma la versione nuova di Francesco –C proporrà diversi singoli, a consacrazione individuale, come si faceva in discografia tanti anni fa, per poi arrivare in un secondo momento alla produzione dell’album intero.
«Il cielo oggi è un pezzo di rottura, carico di poetica, di concettualità; un vero viaggio introspettivo alla ricerca della spiritualità come stile di vita e non come moda da assecondare».
Toni pacati, gestualità controllata ed accogliente, argomentazioni forti, quasi linfatiche, sono alla base del suo esprimersi; il parlare è interrotto solo dal passaggio del brano; è decisamente un nuovo genere quello che propone e gli si calza a pennello, inutile opporsi all’evidenza.

«Nella mia ricerca di essenzialità questo brano è la giusta risposta al percorso introspettivo. », sonorità calde ma incisive, un “rock” glamour, quasi chic, che restituisce il giusto senso sia di ampiezza che soprattutto di elevatezza. Francesco – C con « Il cielo oggi » è presente nei maggiori digital store, ed agli indirizzi web a lui collegati…conviene non perderselo. « Love a tutti ».
Deborah Brulard
Photo by Syrius Serughetti
martedì 7 febbraio 2012
60 volte Vasco

Quando “l’Uomo comune” per “ luogo comune” diventa la rock star che interpreta la leggenda.
A dire il vero, lui leggenda lo è da un po’, forse da sempre; per nulla disarmato, in balia dell’alta e della bassa marea, a riflettori accesi, o dietro le quinte, lui è sempre un : “Uomo vero” che indiscussamente trae forza dalle sue consapevolezze.
Sessanta volte Vasco; il rocker di Zocca che alla veneranda età dei sessant’anni, quelli che compie oggi, nel bene o nel male, fa ancora, sempre, parlare di sé.
I social network impazzano, ieri sera allo scoccare della mezzanotte il suo popolo on line si ritrovava per brindare, nel diario di molti, al cosa stai pensando?, si leggeva: “ Buon Natale”.
Personaggio forte, singolare, che nasce di rottura, e che si dimostrerà negli anni un collante unico, vero, resistente a tutto, per se stesso ma soprattutto per i milioni di fans che lo sentono come “uno di famiglia”.
Cavalca i palchi con spettrale teatralità, incolla milioni di seguaci ai telegiornali se i valori dei suoi trigliceridi non sono da manuale, compila liste d’attesa paragonabili alla Divina Commedia all’uscita di un qualsiasi suo nuovo lavoro, fa il sold out dopo cinque minuti se programma una data di un live al “botteghino virtuale”…insomma come lo metti metti, come la fai fai, “ Vasco è...”.
Una carriera d’oro che vanta trent’anni di scena, almeno 20 album e 150 canzoni, su per giù, perché poi ci sono i brani scritti per altri, che diventano hit, i libri, le biografie, e le cover che solo uomini come lui osano proporre.
Il gusto del “piacere” o non “piacere” è decisamente irrilevante se si analizza il “fenomeno” Vasco Rossi; è l’unico cantautore italiano che per primo si aggiudica l’appellativo di rock star, importandone degnamente il genere in Patria, ed è altrettanto l’unico cantante che può vantare la fortuna di avere un “suo popolo”.
Vasco unisce l’Italia, non c’è storia, e ci riesce anche bene, è un dato di fatto.
Vasco Rossi non scende a compromessi, si esprime con le melodie, parla rivolgendosi a tutti con poche e semplici parole. La filosofia che aleggia nei suoi pezzi esprime emozioni nelle quali ci si riconosce un po’ tutti, e che spesso solo lui sa spiegare cosi bene.
Semplicità appunto, totale assenza di paura di mostrarsi per quello che si è, sensibilità e bontà d’animo; è questo il mix che compone l’energia che Vasco trasmette; lui la regala al suo pubblico da anni, questo risponde con gesti ed amore incondizionati.
Tutti pronti oggi a far gli auguri al rocker quindi, ma non per moda, ma per piacere. Il suo popolo allertato gli rivolge auguri da ogni dove, lui forse avvistato?...non si sa, ma quel che è certo è che oggi questa è una di quelle notizie che fa piacere leggere…qui si fa la storia, una storia di emozioni vere, di energie positive, di musica quella che da sempre appunto unisce.
Vasco che apre i suoi live dicendo che è li “ per portar gioia”, è stato gioia per gli occhi di sua madre e di suo padre sessant’anni fa…ad oggi quegli occhi sono stati milioni di milioni…noi non ne facciamo eccezione e pertanto :
GRAZIE & BUON COMPLEANNO VASCO…da parte di tutti noi.
Deborah Brulard
giovedì 27 ottobre 2011
CETTE HISTOIRE D’ELLE ET MOI – La storia di noi due.

E’ un videoclip semplicemente fashion il secondo brano estratto dall’album “Dance” per il bel modello parigino Guillaume Goufan.
“Cette histoire d’elle et moi “ (La storia di noi due), è il titolo del pezzo che per le vie di Parigi, città nativa del cantautore, narra l’intercalarsi di sensazioni ed emozioni forti tipiche dell’amore con la A maiuscola.
“ Sono nato a Parigi” racconta Guillaume Goufan, “ le vie con i piccoli caffé, le luci, i colori, gli odori, tutto mi riporta alla mia natura più interiore, più intima, ecco perché ho deciso di girare a Parigi…e il brano parla di sentimenti, i miei, quelli veri.”
Brano pop melodico, in lingua francese, per scoprire in versione autobiografica il tormentato sentimento che spesso unisce e divide una coppia.
“ Ho scritto questo brano al termine di una relazione intensa” precisa Goufan, “ mi è servito per guardarmi dentro, per somatizzare, per soffrire e per poi trovare la forza ed il coraggio di guardare oltre arricchito di spiritualità e di forza”.
A restituire in immagini i sentimenti narrati da Guillaume ci ha pensato il giovane filmmaker milanese“Showpen”, al secolo Simone Limosani,dove per lui il concept è stato bianco e nero per le sequenze; “gioie e dolori si susseguono percui se è vero che Parigi è la città eterna dell’amore, è la Vie Lumière, gli stralci di colore li ho voluti appositamente riservare al solo sopraggiungere delle forti emozioni”.
Ad interpretare la “Lei” nel videoclip, unica protagonista femminile, l’attrice albanese Anita Likmeta, nota al pubblico per diverse partecipazioni sia al cinema che in teatro, e tutt’ora impegnata con le riprese di un film in quel di Parigi.
Leggiadra e sensuale al punto giusto, Anita si muove per le vie di Parigi come se anche lei respirasse l’amore narrato da “Cette histoire d’elle et moi”…presenza ed interpretazione degne di nota.
“Cette histoire d’elle et moi”… è in visione su Youtube al seguente indirizzo web :
http://www.youtube.com/watch?v=LrgQlG0MsTs o sul sito di Guillaume : www.guillaumegoufan.com ; ed è acquistabile in versione mp3 su iTunes al seguente link : http://itunes.apple.com/it/album/dance-ep/id435762672
Deborah Brulard
mercoledì 14 settembre 2011
Dress code: “Fan di Vasco”

E quando l’estate è passata, i primi rincari si sono furtivamente insediati, quando le generazioni crescono, e in taluni casi si impegnano a mostrare i lati peggiori di sé, quando la politica è ancora in balia delle onde dei lidi, quando Vasco Rossi occupa le pagine vip dei rotocalchi più in voga del momento e risolleva le sorti di giornalisti e cronisti ormai sepolti dai loro cliché, ecco che i fan, quelli veri, quelli che hanno idolatrato il loro beniamino tanto da volerlo sul loro stato di famiglia, si rifugiano a Zocca, terra del rocker italiano d’eccellenza. “Quando manca la salute, manca tutto”..lui si cura, e si tiene in contatto con i fan attraverso facebook, loro, all’annuncio dell’annullamento delle date del tour, si preoccupano di dare in beneficenza il rimborso del biglietto e gli organizzano feste e raduni…cosa non farebbero per lui?.Raccogliamo a testimonianza di questo popolo, si perché il Vasco nazionale ha al suo seguito un vero esercito di amanti, il reportage di una fan della Combriccola del Blasco. Linda Benini, soprannominata l’Ape Regina (anche questo in omaggio al Komandante) che vive in un bilocale in quel di Pisa, con tre gatti e con il suo cartonato ( quello dei Vasco a grandezza naturale), che la sera si chiede se sta bene, se ha mangiato, incarna perfettamente il decalogo della “fan originale”. E’costantemente aggiornata con l’applicazione apple di Vasco Rossi.net, per lei la tessera del fan club vale più della Visa Oro, e che seppur non l’ha mai conosciuto lo ama infinitamente senza ritegno ne titubanza alcuna. Sta bene se le notizie pubbliche lo annunciano felice, in ripresa e impegnato in nuovi progetti, si accanisce e lo “difende” (sempre argomentando con illazioni di senso compiuto- tipico questo dei fan del Blasco – ndr) se delle ingiustizie mediatiche gli vengono affibbiate.Lei, a omaggio e testimonianza, di un fenomeno, ormai decisamente storico, chiamato: “Vasco Rossi”.
Linda:
“Arrivo a Zocca nel pomeriggio di sabato 3 settembre 2011, emozionata e felicissima per il raduno con i miei "amici" della Combriccola del Blasco! So benissimo che "Lui" non ci sarà, ma non ha importanza, lo scopo del raduno è stare insieme, parlare di lui, cantare le sue canzoni, in poche parole Vasco: “ noi siamo ancora qua… per te” in attesa che tu possa tornare a farci sognare, emozionare, ridere e piangere dal TUO palco. Arrivo nel luogo del primo raduno, al Bi-Bap, comincio ad intravedere persone che ho conosciuto ai concerti, persone che riconosco dalle foto del profilo di facebook e persone che assolutamente non conosco ma con cui inizio subito a parlare perché abbiamo una grande, grandissima passione in comune... ci raccontiamo dei concerti visti, delle visite alla sua casa, degli sguardi che ci siamo convinti che lui ci abbia regalato dal palco, della preoccupazione per il suo attuale stato di salute. Poi la musica comincia, una tribute Band, i CSIC Band inizia a suonare la sua musica e tutti noi a cantare, a ballare ad urlare le canzoni che adoriamo e che sappiamo a memoria. La “nuova” : "I soliti" che ancora non abbiamo potuto cantare ad un suo concerto, la conosciamo già tutti parola per parola, nota per nota perché parla di noi, siamo noi i soliti, quelli che lo amano, lo seguono da circa 30 anni, che non hanno paura di ricominciare, di sbagliare, cosa c'è di più vicino alla vita di tutti noi? Noi che questa estate siamo stati con il cuore in gola per paura di sentire brutte notizie sulla sua salute, noi che siamo stati felici quando ha rimandato il tour perché l'importante per noi è che stia bene, che si curi e che si riposi per tornare più carico di prima. Noi riuniti lì nel suo paese adornato a festa per l'occasione, con le frasi delle sue canzoni appese ai lampioni, con le copertine dei suoi album nelle vetrine dei negozi, noi che siamo lì solo per festeggiarlo e per tentare di donargli anche solo una piccola parte di quello che lui ha donato a noi. E poi il regalo lui ce lo fa anche quella sera.... è intervenuto per salutarci e ringraziarci attraverso una telefonata, riempiendo di gioia tutti i nostri cuori. Ci ha chiamati "potenziali criminali" e ci ha consigliato di divertirci di più e di bere di meno e l'urlo di gioia è partito unanime dai nostri cuori! Anche il giorno dopo nonostante il maltempo, nonostante i concerti in programma annullati, ci siamo divertiti tantissimo, preparandogli dei "clippini" in risposta ai suoi, scherzando con Diego Spagnoli, (stage manager di Vasco Rossi – ndr) e continuando a cantare, suonare, ridere e soprattutto stare insieme. Nell’aria si è respirto l'amore per il nostro Vasco che non è solo un cantante, è passione pura, è vita, è gioia, è dolore, è emozione, è una parte importante del nostro cuore, è amore, è sorriso, è lacrima, è tutto insomma…consapevoli, chi più, chi meno, che noi con lui, lui con noi…tutti insieme:”Qui si fa la storia!”.
Deborah Brulard e Linda Benini
sabato 2 luglio 2011
“Cosa resterà di questi anni ’80?”
Cantava Raf, e con questo rif melodico che ci risuona nelle orecchie ripercorriamo, grazie all’iniziativa Rewind Republic, in programma questo weekend presso lo Stadio Puchoz di Aosta, i mitici anni ’80.
Gonnelline in pizzo, capelli frisé, scarpe da ginnastica ai piedi, succo di frutta billy e girella nello zainetto, cassettina nel mangianastri e cuffie enormi segnano il passo di quell’epoca.
Trent’anni e più, ripercorsi magistralmente, ed anche un po’ nostalgicamente, da quattro artisti nella giornata di sabato 02 luglio 2011; dalle ore 18.oo in poi il palco è stato calcato da Cristina D’Avena, Marco Ferrandini, Sabrina Salerno e Donatella Rettore.
Ad aprire la kermesse canora, una spumeggiante Cristina D’Avena, generazionale nel suo genere, che con maestria quasi ammaliante ha coinvolto il suo pubblico d’un tempo, gli adulti che erano bambini in quegli anni, a canticchiare in coro con i loro bambini.. emozionante il rilievo dell’artista stessa che per questo affetto ha ringraziato la platea.
Sigle di cartoni animati di ieri e di oggi, da Kiss Me Licia, a Rossana, passando per Denver e Memole … hanno fatto da apripista all’esibizione di Marco Ferrandini, che accompagnato dalla sua band, in live, ha rispolverato la sua “Teorema” ; è sulle note di questo storico brano che Ferrandini vanta il primato di aver trasformato in versi e musica la sofferenza d’amore al maschile, bandita in quegli anni e permessa solo come sottofondo alle sensibilità femminili.
Ad omaggiare le donne e poi gli uomini, in un turbinio di movenze sexy, ci ha pensato subito dopo Sabrina Salerno, che prima con “Siamo Donne” e poi con “Boys ” ha aggiunto quel “giusto” piccante al rewind generale…..nel vederla in azione è stato infetti proprio impossibile non identificarla come prorompente icona sexy degli anni ottanta.
A concludere la serata, lei, l’artista di punta, la cantautrice da “Brivido intenso”, quella che per lei “Il cobra non è un serpente”, Donatella Rettore, o dovremmo chiamarla solo Rettore?.
Stringata in un mini short di jeans stracciato, molto anni ’80, ha catalizzato con la sua voluminosa e scompigliata capigliatura platino i presenti in uno “Splendido splendente” medley, tanto da ripercorrere cosi quella discografia che ha segnato la sua carriera e l’ha resa celebre.
Deborah Brulard
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sabato 25 giugno 2011
Music Does Festival

In mezzo al verde della Grand Place di Pollein, nel capannone della Festa delle Rane, in un palco gestito da L.A.P.E, il 23 giugno 2011 si è conclusa la seconda Edizione del Music Does Festival, il contest promosso dai fantastici componenti dei Frances-K, Alessandro Longo, Alessandro Moccellin, Michael Subet ed il così detto “Max Trash”.
I gruppi partecipanti sono stati tanti, come le persone venute ad ascoltarli (nonostante il contemporaneo concerto dei Subsonica allo Stadio Puchoz) e la serata è stata molto apprezzata soprattutto per l’atmosfera familiare che hanno creato con tanta cura gli organizzatori.
Al contrario dello scorso anno in cui le votazioni sono spettate al pubblico causando non poche polemiche e problemi all’immagine del Festival, ieri la giuria era composta da alcuni dei personaggi più in vista della scena culturale valdostana: Laurent Domaine, Lorenzo Trombini, Gabriele Martinet, Morena Avenoso, Francesco Buratti, Luca Consonni, Luca Ventrice, Fabio Cuffari e Thierry Pronesti. Il verdetto definitivo è andato a favore dei Synapstic Collapse, dei Back to Eternity e degli Elettrocirco che avranno la possibilità di registrare nello studio della MeatBeat di Aosta.
L’ensemble dei Synapstic Collapse, formato dal batterista Lorenzo Barbera, il bassista Andrea Minieri ed i due chitarristi Matteo Marguerettaz ed Andrea Sinisi, ha stupito tutti con l’inventiva del proprio progetto che fa intravedere dei margini di crescita incredibili. “Tecnicamente sono tutti molto in gamba, il coraggio che hanno avuto di scegliere un genere come il progressive metal è da premiare, non solo per la difficoltà tecnica ma anche per la soluzione strumentale, perché non avere la voce non è facile in una band, così come non è facile non risultare noiosi o monotoni. La scelta dei suoni e la costruzione dei pezzi secondo me funziona, è molto d'impatto e le dinamiche sono ottime, alternano momenti più sereni ed altri più tesi molto bene” (Luca Ventrice).
Con questo non ci dimentichiamo degli altri partecipanti, i Clan del Nord, gli Ondadhurto, i Rebel Nova, gli Sciultz, i Vanessa ed i Nylon che comunque hanno riempito la scena con la loro passione e la buona musica, quella vera, quella dei garage valdostani, come dicono i Frances-k!
Michela Galbiati
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